IschiaManiaHomepage IschiaManiaHomepageHotel IschiaLe tonnare di Ischia

Le tonnare di Ischia

Immagine Le tonnare di Ischia La TONNARA è da sempre una delle incarnazioni di Ischia, pur essendo una semplice rete da pesca che sia essa a circuizione o fissa, la sua storia che ricca di mille contese.
Nel 1743 i comuni di Casamicciola e Lacco Ameno stabilirono di dare a noleggio le proprie marine e la parte mare antistante.
Il primo ad intraprendere tale azione fu il dottor De Siano.
L’indebolimento della tonnara significava la proibizione alla pesca per tutti gli altri pescatori.
Fu proprio per questo che venne istuito una sorta di risarcimento che in qualche modo riparasse il danno causato ai vari comuni.
In un primo periodo la tonnara fu molto redditizio, pescò bene permettendo così alla popolazione di Ischia di essere sfamata.
La città, però, mise in discussione gli stessi privilegi degli Aragonesi relativamente alle proprie vedute sull’opera delle tonnare portandoli dinnanzi al tribunale; ma non fu solo questo a scatenare tale rivolta ma anche: la libertà di pesca e che gli stessi privilegi.
Ma gli atri comuni si opposero. I motivi furono i seguenti: era nel loro diritto sancito nei privilegi, che parlavano con trasparenza della città; che sosteneva la loro tesi sia dell’uso dei privilegi , sia l’esazione che ogni casale inseguiva , nel proprio mare; ogni casale infatti, sceglieva i proprio deputati della salute , responsabili di distinguere i legni in approdo, sui proprio lidi e da volerne i dazi; la pesca era stata sempre noleggiata da catalani e da grassieri.
Ma la presa di posizione dei casali non portò ad una soluzione della vicenda.
Il processo ebbe fine con un decreto con il quale si acconsentiva il conduttore della tonnara a continuare la pesca, ma in cambio bisognava depositare l’estaglio nel Sacro Regio Consiglio.
L’immissione di questo decreto fu visto dai casali come una vera e propria conquista sulla cittadina.
I pescatori di Ischia, che pescavano intorno a tutta l’isola, ricorsero nella Real Camera.
Pretendevano di non rinnovare il contratto, nè permettere di calare le tonnare nei mari dell’isola.
La Real Camera accettò il ricorso dei pescatori ed ordinò a Barano di non calare la tonnara, fino a nuovo ordine.
Ma le controversie si concentrarono sulla questione dei fondali marini.
Per quietare le acque si dispose un pagamento nei confronti della città che avrebbe rinunziato alle sue pretese in cambio di 25 ducati; ma prima di tutto tale convenzione doveva passare per l’approvazione del Parlamento di Forio che tenne a ribadire che il mare era sempre stato posseduto in comune da tutte le città. Ma nonostante ciò in Parlamento approvò la “convenzione” e fittò parte del suo mare per calare una tonnara; l’approvazione doveva pervenire dal Parlamento, ma ciò
non avvenne, in compenso si giunse ad un Decreto che invitava a continuare sulla via intrapresa fino all’approvazione della convenzione stessa.
Nel 1863 si ebbe un primo segno di autonomia da parte del comune di Lacco Ameno
Fu proprio in quell’anno che l’Amministrazione decise di non pagare le quote degli altri comuni
Il comune di Ischia con l’apertura del porto era stato ripagato attraverso un indennizzo che teneva solo per sé.
I comuni erano tutti d’accordo a patto che Lacco Ameno ripartisse solo con Forio e Casamicciola, facenti parte del Mandamento.
Ma si verificò quello che forse nessuno desiderava potesse accadere; Lacco Ameno si deliberò contro.
Quest’ultimo affittò la sua tonnara nel 1869 rimanendo aperta per circa 50 anni.